L’orto biologico in tavola

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Portare un personale orto biologico in tavola dona bellissime sensazioni. In questo periodo, come ogni anno, preparo la terra per la semina. Mi armo di zappa, rastrello, decespugliatore e ..Anche motozappa!

Non uso concimi chimici o pesticidi, ma mi limito a estirpare le erbe infestanti, effettuo solchi profondi per far arieggiare il terreno. Raccolgo l’erba in eccesso, e preparo la “culla” per le mie piantine. Cosa semino? motozappa

Ovviamente gli ortaggi consentiti dalle mie allergie, in particolare in questo mese opto per: barbabietole, peperoni, zucca e zucchine.
Consiglio a chi è alle prime armi di comprare piantine e interrarle con un piantatoio. Esse dovranno essere piantate lasciando lo spazio necessario tra l’una e l’altra. Qualsiasi rivenditore potrà consigliarvi a seconda dell’ortaggio che preferite piantare. Bisogna estirpare periodicamente le erbacce che cresceranno attorno ai vegetali e annaffiare sistematicamente, specie nei momenti di siccità. Io vivo al sud, quindi ho necessità di farlo frequentemente.orto biologico in tavola
Mi sono cimentata nella coltura di peperoni friggitelli e di zucchine con successo. Infatti ho riscontrato estrema facilità nella cura delle piante e ottimi risultati nella raccolta. E’ stato invece più difficile per quanto riguarda le barbabietole ( non sono cresciute abbastanza), la zucca ( necessita di troppa acqua) e le melanzane ( al sapore risultavano troppo amare). Quest’anno riproverò utilizzando alcuni accorgimenti, sperando che gli uccelli non facciano un bel banchetto con i semi interrati. Per precauzione, affiderò la sorveglianza del campo al mio amico Tino, lo spaventapasseri :P.

Quali sono i vantaggi dell’autoproduzione?

1. Conosciamo ciò che mangiamo = zero pesticidi e zero sostanze chimiche.
2. Abbattiamo i costi= il biologico “acquistato” costa sempre qualche euro in più.
3. Liberiamo endorfina! Sporcarsi di terra e sudore per poi assaggiare un bel peperone del nostro orto.. Non ha prezzo!

Da quando ho iniziato, non riesco più a smettere. Il vecchio detto dice “Uomo d’orto, uomo morto” io invece dico ” Chi mangia dal proprio orto troverà conforto”.. Buona zappatura.

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Classe 1984, amante del cibo e della buona cucina. Da dieci anni a questa parte, sono diventata un’appassionata di cucina alternativa. A seguito della scoperta delle mie tante allergie e intolleranze, ho dovuto reinventarmi i piatti della gastronomia tipica pugliese, la mia terra, ma non solo: ho imparato ad accostare nuovi ingredienti, a rendere le pietanze leggere e digeribili, ma allo stesso tempo ricche di gusto e belle da guardare.

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